Fermo 2003

giovedì, giugno 29, 2006


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Scusatemi, ma oggi esco un poco dal seminato. Questa ve la devo proprio dire perchè mi soffre il cuore a vedere così svilita la mia e la vostra professionalità...
Recentemente il Comune di Civitanova ha deciso di modificare i suoi piani nei confronti della Biblioteca attuando dei drastici cambiamenti.
Innanzitutto per tutelare, sulla base della legge sulla privacy, i nominativi degli utenti che non saranno più contenuti in foglietti volanti, ma, previa autorizzazione firmata, in appositi Database informatizzati e fin qui tutto bene a parte la difficoltà di trasporre tutto il cartaceo su bit. Anzi forse potevano accorgersene prima...
Il problema sorge per le successive modifiche. Dapprima viene reso gratuito internet. Cosa questa che, di per sè, sarebbe anche buona, ma se associata al fatto che, in questo modo, vengono notevolmente limitati i nostri sostentamenti finanziari (ora solo poche migliaia di euro l'anno per fare tutto!!!ndr) per le spese ordinarie & non vengono previsti nè aggiustamenti sulla previsione di spesa nè altre forme di "recupero crediti" capirete bene come non possa essere assolutamente d'accordo. Ma le cose peggiori sono conseguenza di questa gratuità di internet e della nuova linea di sviluppo del settore cultura. Il Comune ha, recentemente, previsto di mettere a disposizione degli utenti la possibilità di usufruire del servizio wireless per il collegamento alla rete. & anche questa sarebbe un'ottima cosa presa di per sè. Ma, secondo non so quale machiavellico disegno, si è previsto di mettere 1 bibliotecario(?) a vigilare sulle sale lettura in modo da essere pronto ad intervenire, con moduli di autorizzazione al trattamento di dati personali da far firmare, nei confronti di qualunque utente mostri di utilizzare questo servizio.
Insomma una nuova figura di "bibliotecario-vigilantes".
Il Municipio ha, infine, avuto la bella idea di rendere possibile chattare liberamente e senza particolari limiti di tempo a chiunque entri in Biblioteca e fermo restando i punti precedenti; complicando in questo modo notevolmente l'attività del personale che avrà maggiori controlli da fare e meno si potrà occupare del suo lavoro.
In conclusione io sono molto preoccupato del futuro di questa Biblioteca. Capisco che bisogna attirare gli utenti, ma uno che entra nell'Istituto solo per chattare (e state pur sicuri che succederà vista la gratuità & gli ampi limiti di tempo di fruizione del servizio!) può ancora considerarsi un utente della Biblioteca?
Certo il termine utente si riferisce a "colui che usufruisce di un servizio" e se il chattare diverrà appunto un servizio della Biblioteca anche queste persone potranno a buon diritto "fregiarsi del titolo" in questione. Ma non sarebbe stato meglio aprire un internet point gratuito per questo? Non so più che pensare...
Al momento non ho la lucidità mentale per riflettere liberamente sulla questione e, quindi, chiedo la vostra opinione... che cosa ne pensate? Stiamo andando verso un'evoluzione della Biblioteca o è piuttosto un'involuzione come pare a me?

mercoledì, giugno 21, 2006


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A causa della solita mancanza cronica di tempo riesco solo ora a tornare nel blog.
Sono contenta che si sia aperta una discussione sull'articolo che avevo segnalato e a questo proposito, dopo aver letto le risposte di Michele e Manlio, vorrei aggiungere le mie impressioni.
Credo che l'aspetto del riconoscimento sociale della nostra professione sia stato consapevolemente tralasciato da Marchitelli, come lui stesso dichiara nell'articolo. Il discorso parte dalla formazione e arriva fino alla pratica lavorativa quotidiana: purtroppo conosciamo bene la situazione occupazionale degli ultimi anni ma in qualche modo bisogna osservare la realtà e cercare di far fronte alla situazione con spirito d'iniziativa, coraggio e, soprattutto, competenze adeguate. Questo non significa che non ci si deve muovere per far valere i propri diritti di lavoratori, ma nel frattempo sarebbe giusto che si cominciasse prorpio a «sapersi proporre al management, ai vari livelli decisionali degli interlocutori pubblici e privati come professionisti capaci di creare nuovi usi sociali ed economici dell’informazione. Non solo un bagaglio di competenze tecniche, né solo quelle trasversali, ma la coscienza che questo tipo di formazione riesca finalmente a rispondere ai bisogni informativi della società».
In questa maniera, credo, il prosposito di Manlio di «far capire l'indispensabilità non solo delle biblioteche, ma anche di chi dentro e dietro ci lavora faticosamente» avrebbe molte più probabilità di realizzarsi.


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La cosa, se non ricordo male, dovrebbe risalire al periodo prima dell'estate di quel lontano 2003! Ma, se non sbaglio, il link era al blog di Roncaglia perchè là era contenuto il messaggio! Quindi non credo che sarà così facile reperirlo... :-(
Riguardo alla faccenda albo dei Bibliotecari il discorso per me va fatto sul reale peso di contrattazione e visibilità che ha questo istituto a livello nazionale... siamo veramente convinti che abbia una sua importanza istituzionale? Oppure l'hanno creato al solo scopo di far tacere i Bibliotecari meno ortodossi? Voi come la vedete?

lunedì, giugno 19, 2006


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Ormai il sasso è stato lanciato, non facciamo calmare subito le acque!!
Ho cercato nell'archivio del nostro blog l'esperimento di podcast di cui aveva parlato il professore, ma non sono riuscito a trovarlo ... se qualcuno può aiutarmi, tanto per veder l'effetto che potrebbe fare

mercoledì, giugno 14, 2006


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Quello che a me stona nell'articolo proposto da Silvia non è tanto il contenuto, quanto l'espressione (anche se virgolettata) del "sapersi vendere"; come tutti ben sappiamo esiste una grande associazione di categoria (che, come si legge in uno degli ultimi numeri di AIB-notizie, si sta organizzando anche nella direzione oggetto della nostra discussione) ed un albo professionale, ed è facendo forza su questa che dobbiamo portare avanti le nostre "lotte" e cercare di far valere i nostri diritti: è qui che deve venir fuori la potenza della contrattazione collettiva.
Questo aspetto mi è sembrato un pò trascurato nell'articolo.
Forse un altro aspetto sul quale si potrebbe discutere è quello della "cultura" delle biblioteche e del servizio bibliotecario: voglio dire che mentre ormai non c'è paese (anche minuscolo) che non si vanti della propria biblioteca e campagna elettorale dove la realizzazione (o la ristrutturazione) della biblioteca locale non sia tra i primi punti del programma (forse l'unica eccezione è proprio il mio paese), il servizio e la funzione della stessa sono poi immancabilmente trascurate, lasciate a volte in mano a personale impreparato e, nel migliore dei casi, si salvano grazie agli sforzi di encomiabili bibliotecari (che devono fare i salti mortali). E' qui che potrebbe indirizzarsi lo sforzo maggiore, cercando di far capire a tutti (amministratori in primis, ma anche alla gente che forse mai è entrata in una biblioteca) l'utilità e la necessità di una struttura che rappresenta il massimo della democraticità.
Sono daccordissimo con Marchitelli che "non dobbiamo essere i primi detrattori di noi stessi", ma cercare di far capire l'indispensabilità non solo delle biblioteche, ma anche di chi dentro e dietro ci lavora faticosamente


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Un caloroso benvenuto a Silvia anche da parte mia!
Ho letto l'interessantissimo articolo e concordo nel ritenere che sembra proprio essere stato ripreso dalla nostra discussione di venerdì scorso... ;-)
Secondo me comunque può non esserci contrasto fra il "sapersi vendere" professionalmente & lo strumento della contrattazione collettiva. Basta trovare il modo di far conciliare le due cose! Eppoi ritengo sarebbe utile, sopratutto per le nuove leve e in sede di inserimento nel mondo del lavoro, poter contare sull'appoggio di una sorta di albo o chi per lui... voi cosa ne pensate?


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Un caloroso benvenuto a Silvia (diciamo Silvia2?).
L'articolo che propone è molto interessante, e sembra scritto dopo il nostro incontro di venerdì; la cosa però che subito mi viene da chiedermi e se il "sapersi vendere" professionalmente non vada irrimediabilmente in contrasto con lo strumento della contrattazione collettiva?

martedì, giugno 13, 2006


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Approfitto subito della mia novella iscrizione al blog per segnalarvi un articolo molto interessante, pubblicato su AIB notizie, che mi è stato inviato dalla prof Borraccini:
http://www.aib.it/aib/editoria/n18/0211.htm3
si parla di formazione, di lavoro e del sapersi "vendere", argomenti di cui si discuteva anche l'altro giorno a Fermo. Credo che la cosa riguardi molti di noi e sarebbe interessante aprire un dibattito al riguardo.
Un saluto a tutti


Silvia


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Caro lettore di Fermo 2003.

Come ti sarai accorto da un po' di tempo il weblog è un misto di off topic e di messaggi di coordinamento / s-coordinamento ...

Il 9 giugno la "redazione allargata" si è incontrata dal vivo a Fermo e ha discusso il futuro di Fermo 2003.

Segnalo due idee (tra le tante ancora in discussione):
Il nostro weblog non ha mai abilitato i commenti ai post e non intende cambiare ora questa linea editoriale. Chi vuole intervenire può chiedere di essere iscritto semplicemente inviando un messaggio a fermo2003 chiocciola teleporto punto org.


lunedì, giugno 12, 2006


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Italia 2 - Ghana 0
& con Pirlo & Iaquinta la prima è andata!!!
Ora ne restano sei...

FORZA AZZURRI!!!!!!!!


giovedì, giugno 08, 2006


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A domani 9 giugno !!!
Finalmente ci rivediamo!!
Saluti a tutti.

giovedì, giugno 01, 2006


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Data e luogo di ritrovo confermati!!! Ci si vede, quindi, il 09/06/06 per le 16e45-17 in quel di Fermo (AP) presso l'Università.
Ovviamente tutti gli scrittori di questo Fermo2003 sono invitati!!!
Ci vediamo la settimana prossima!

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